Il testosterone è il principale ormone sessuale maschile, prodotto principalmente dai testicoli nell'uomo e in quantità minori dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali nella donna. Questo ormone svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo dei caratteri sessuali maschili, nella produzione di spermatozoi, nella massa muscolare e ossea, e nel desiderio sessuale. Un valore alterato può indicare diverse condizioni, ma va sempre interpretato insieme ad altri esami e al quadro clinico complessivo.
Il dosaggio del testosterone è utile per valutare la funzione delle ghiandole sessuali e per indagare sintomi come riduzione del desiderio sessuale, disfunzione erettile, infertilità, stanchezza persistente, perdita di massa muscolare o alterazioni del ciclo mestruale nelle donne. Nell'uomo, valori bassi possono suggerire ipogonadismo (ridotta funzione testicolare), mentre valori elevati possono essere associati a tumori o uso di sostanze anabolizzanti. Nella donna, valori elevati possono indicare sindrome dell'ovaio policistico o altre condizioni che causano eccesso di androgeni.
Il testosterone da solo non è sufficiente per fare diagnosi: è necessario considerare i sintomi del paziente, la storia clinica, altri esami ormonali (come LH, FSH, SHBG) e talvolta esami di imaging. La diagnosi di deficit di testosterone richiede sia valori bassi confermati in almeno due prelievi mattutini a digiuno, sia la presenza di sintomi specifici.
Cos’è il testosterone
Il testosterone è un ormone steroideo appartenente alla famiglia degli androgeni. Nell’uomo adulto sano, viene prodotto per oltre il 95% dalle cellule di Leydig nei testicoli, sotto il controllo dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi. Nella donna, viene prodotto dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali in quantità molto inferiori.
Nel sangue, il testosterone circola in tre forme: circa il 40% è legato strettamente alla proteina SHBG (sex hormone-binding globulin), il 58% è legato debolmente all’albumina, e solo il 2% circa circola in forma libera. La frazione libera e quella legata all’albumina sono considerate biologicamente attive.
A cosa serve
Il testosterone svolge numerose funzioni nell’organismo. Nell’uomo è responsabile dello sviluppo degli organi sessuali durante la vita fetale, della comparsa dei caratteri sessuali secondari durante la pubertà (crescita della barba, abbassamento della voce, sviluppo muscolare), del mantenimento della produzione di spermatozoi, del desiderio sessuale e della funzione erettile. Inoltre, contribuisce al mantenimento della massa muscolare e della densità ossea, stimola la produzione di globuli rossi e influenza l’umore.
Nella donna, il testosterone contribuisce al desiderio sessuale, alla salute ossea e muscolare, anche se a livelli molto più bassi rispetto all’uomo.
Valore basso (diminuito)
Nell’uomo, valori bassi di testosterone possono essere causati da problemi ai testicoli (ipogonadismo primario) o da alterazioni dell’ipotalamo o dell’ipofisi (ipogonadismo secondario). Le cause di ipogonadismo primario includono la sindrome di Klinefelter, traumi testicolari, infezioni, chemioterapia o radioterapia. Le cause di ipogonadismo secondario comprendono tumori ipofisari, obesità grave, uso di oppioidi o corticosteroidi, malattie croniche e alcune condizioni genetiche.
I sintomi associati a testosterone basso nell’uomo possono includere riduzione del desiderio sessuale, disfunzione erettile, riduzione della massa muscolare, aumento del grasso corporeo, stanchezza, riduzione della densità ossea, alterazioni dell’umore e infertilità.
Nella donna, valori estremamente bassi sono rari e possono indicare insufficienza surrenalica, insufficienza ovarica o disturbi ipofisari.
Valore alto (aumentato)
Nell’uomo, valori elevati di testosterone possono essere causati da tumori testicolari, tumori surrenalici, uso di steroidi anabolizzanti o iperplasia surrenalica congenita.
Nella donna, valori elevati sono più comuni e possono essere associati a sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), la causa più frequente, ipertecosi ovarica, tumori ovarici o surrenalici, iperplasia surrenalica congenita non classica, sindrome di Cushing o grave insulino-resistenza. I sintomi possono includere irregolarità mestruali, irsutismo (crescita eccessiva di peli), acne, perdita di capelli di tipo maschile e, nei casi più gravi, virilizzazione.
Come si interpreta
L’interpretazione del testosterone richiede attenzione a diversi fattori. Il prelievo deve essere effettuato al mattino (tra le 7 e le 10), a digiuno, dopo una notte di sonno adeguato e in assenza di malattie acute, poiché il testosterone segue un ritmo circadiano con picchi mattutini.
È fondamentale confermare valori bassi con un secondo prelievo, poiché circa il 30% degli uomini con un primo valore basso presenta valori normali al controllo. In presenza di condizioni che alterano la SHBG (obesità, diabete, malattie epatiche, terapie farmacologiche), può essere necessario misurare il testosterone libero o calcolarlo mediante formule specifiche.
La diagnosi di deficit di testosterone nell’uomo richiede sia valori bassi confermati (generalmente sotto 300 ng/dL o 10,4 nmol/L secondo diverse linee guida) sia la presenza di sintomi specifici. Non modificare mai una terapia senza consultare il tuo medico.
Nell'uomo:
Tumori testicolari produttori di testosterone
Tumori surrenalici
Uso di steroidi anabolizzanti o terapia sostitutiva con testosterone
Iperplasia surrenalica congenita
Resistenza agli androgeni (in alcuni casi)
Nella donna:
Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS)
Ipertecosi ovarica
Tumori ovarici virilizzanti
Tumori surrenalici (carcinoma surrenalico)
Iperplasia surrenalica congenita non classica
Sindrome di Cushing
Grave insulino-resistenza
Acromegalia
Nell'uomo:
Sindrome di Klinefelter
Criptorchidismo
Traumi o torsione testicolare
Infezioni testicolari (orchite)
Chemioterapia o radioterapia testicolare
Tumori ipofisari o ipotalamici
Iperprolattinemia
Obesità grave
Uso cronico di oppioidi o corticosteroidi
Malattie croniche (insufficienza renale, epatica, HIV)
Diabete mellito
Sindrome da sospensione di steroidi anabolizzanti
Ipogonadismo ipogonadotropo idiopatico
Invecchiamento (dopo i 70 anni)
Nella donna:
Insufficienza surrenalica
Insufficienza ovarica
Disturbi ipofisari
| Categoria | Valori | Unità | Note |
|---|---|---|---|
| Uomini adulti sani (19-39 anni, non obesi) | 264-916 ng/dL (9,2-31,8 nmol/L) | ng/dL (nmol/L) | Intervallo armonizzato basato su metodiche certificate CDC. Valori di riferimento per uomini giovani sani senza obesità. |
| Uomini adulti (≥20 anni, popolazione generale) | 150-698 ng/dL (5,2-24,2 nmol/L) | ng/dL (nmol/L) | Percentili 10°-90° nella popolazione generale statunitense, includendo tutte le età e condizioni di salute. |
| Donne adulte (≥20 anni) | 7,1-49,8 ng/dL (0,25-1,73 nmol/L) | ng/dL (nmol/L) | Percentili 10°-90° nella popolazione generale femminile. I valori sono molto più bassi rispetto agli uomini. |
| Testosterone libero (uomini 18-39 anni, non obesi) | 184-749 pmol/L | pmol/L | Misurato con dialisi all'equilibrio seguita da spettrometria di massa. Diminuisce con età e obesità. |
Gli intervalli di riferimento per il testosterone possono variare considerevolmente tra diversi laboratori a seconda del metodo analitico utilizzato, della popolazione di riferimento e degli standard di calibrazione. È fondamentale fare sempre riferimento agli intervalli riportati sul proprio referto specifico. I valori possono essere influenzati da età, sesso, indice di massa corporea, stato di salute generale e momento della giornata in cui viene effettuato il prelievo. I laboratori che utilizzano metodiche certificate secondo standard internazionali (come il programma CDC) tendono ad avere maggiore affidabilità e confrontabilità dei risultati.
È opportuno discutere con il proprio medico dei valori di testosterone nelle seguenti situazioni:
Ultimo aggiornamento: 03/04/2026
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