L’emoglobina è una proteina contenente ferro presente all’interno dei globuli rossi. La sua funzione principale è trasportare l’ossigeno: lo lega nei polmoni e lo porta ai tessuti di tutto il corpo. Partecipa anche al trasporto dell’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni, anche se la maggior parte della CO₂ nel sangue circola soprattutto in altre forme, in particolare come bicarbonato. Misurarla è importante perché aiuta a capire se il sangue riesce a trasportare ossigeno in modo adeguato: quando il valore è basso, può esserci un’anemia.
L’emoglobina è uno dei parametri principali dell’emocromo e aiuta a valutare la capacità del sangue di trasportare ossigeno. Un valore basso può essere compatibile con anemia o altre condizioni che riducono il numero o la funzione dei globuli rossi. Un valore alto può comparire in alcune situazioni fisiologiche o patologiche, come disidratazione, fumo, vita in alta quota o, più raramente, eritrocitosi vere. Il risultato va sempre interpretato insieme agli altri parametri del sangue e al quadro clinico complessivo.
L’emoglobina ha una struttura formata da quattro subunità, ciascuna con un gruppo eme che contiene un atomo di ferro. È proprio il ferro del gruppo eme che permette il legame con l’ossigeno. Ogni molecola di emoglobina può trasportare fino a quattro molecole di ossigeno.
L’emoglobina serve soprattutto a trasportare ossigeno dai polmoni ai tessuti. Contribuisce anche al trasporto dell’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni, anche se la maggior parte della CO₂ nel sangue circola soprattutto come bicarbonato.
Se il valore dell’emoglobina è basso, si può essere in presenza di anemia. In questa condizione il trasporto di ossigeno ai tessuti può risultare ridotto, con sintomi come stanchezza, debolezza, pallore, vertigini e fiato corto, soprattutto sotto sforzo. Le cause sono molte: tra le più comuni ci sono la carenza di ferro, il deficit di vitamina B12 o folati, le perdite di sangue e alcune malattie croniche. L’emoglobina bassa, però, va sempre interpretata insieme agli altri parametri del sangue e al quadro clinico.
Se il valore dell’emoglobina è alto, non significa automaticamente che il sangue sia “troppo denso”, ma è un dato che va valutato con attenzione. Può aumentare in caso di disidratazione perché il plasma si riduce e il sangue risulta più concentrato; può essere più alto anche in chi fuma o vive ad alta quota, situazioni in cui l’organismo può adattarsi alla minore disponibilità di ossigeno. Più raramente, un valore elevato può dipendere da una vera eritrocitosi, come nella policitemia vera, una malattia del midollo osseo.
L’emoglobina può risultare aumentata in presenza di:
Un valore alto non permette da solo di fare una diagnosi e va sempre interpretato nel contesto clinico.
L’emoglobina può risultare diminuita in presenza di:
Un valore basso va interpretato insieme agli altri parametri dell’emocromo e alla situazione clinica complessiva.
Diversi fattori possono influenzare il valore dell’emoglobina, tra cui:
| Categoria | Valori | Unità | Note |
|---|---|---|---|
| Uomo adulto | 14–18 | g/dL | |
| Donna adulta | 12–16 | g/dL |
I valori normali dell’emoglobina non sono identici per tutti: cambiano in base a sesso, età, gravidanza, altitudine, abitudine al fumo e criteri del laboratorio. Per questo motivo il riferimento più corretto è sempre l’intervallo riportato nel proprio referto.
In molti laboratori, negli adulti, i range orientativi sono circa:
Questi intervalli sono indicativi e possono variare leggermente da un laboratorio all’altro.
In gravidanza i valori tendono a ridursi anche per una normale emodiluizione fisiologica.
È utile confrontarsi con il medico quando:
– Ministero della Salute – www.salute.gov.it
– Istituto Superiore di Sanità – www.iss.it
– MedlinePlus (NIH) – medlineplus.gov
– Manuale MSD – www.msdmanuals.com/it
Ultimo aggiornamento: 14/03/2026
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