Il TSH (ormone tireostimolante o tireotropina) è l'esame del sangue principale per valutare la funzione della tiroide. Viene prodotto dall'ipofisi e regola la produzione degli ormoni tiroidei T3 e T4. Valori normali nell'adulto: 0,4–4,0 mUI/L. Un TSH alto può indicare ipotiroidismo; un TSH basso può indicare ipertiroidismo. Il risultato va sempre interpretato insieme a FT4 e al quadro clinico complessivo (Fonte: ETA, ATA).
Il TSH è il primo esame richiesto dal medico per valutare la funzione tiroidea. In generale, un TSH alto è compatibile con una ridotta funzione della tiroide (ipotiroidismo), mentre un TSH basso può comparire in caso di eccessiva produzione di ormoni tiroidei (ipertiroidismo). Da solo, però, non è sufficiente per una diagnosi completa: il medico valuta anche FT4, talvolta FT3, eventuali anticorpi tiroidei (Anti-TPO, Anti-TG) e il contesto clinico del paziente.
Il TSH (ormone tireostimolante o tireotropina) è un ormone prodotto dall’ipofisi, una piccola ghiandola alla base del cervello. La sua funzione principale è stimolare la tiroide a produrre gli ormoni T4 (tiroxina) e T3 (triiodotironina). Il rilascio del TSH segue un meccanismo di feedback: quando gli ormoni tiroidei nel sangue sono bassi, l’ipofisi aumenta la produzione di TSH; quando sono alti, la riduce.
Il dosaggio del TSH nel sangue serve a valutare se la tiroide funziona correttamente. È spesso il primo parametro richiesto dal medico negli esami della funzione tiroidea. È utile per i controlli di routine, in presenza di sintomi compatibili con alterazioni tiroidee (stanchezza, variazioni di peso, intolleranza al caldo o al freddo), e per il monitoraggio di terapie già in corso con levotiroxina o farmaci antitiroidei.
Un TSH elevato può essere compatibile con ipotiroidismo, soprattutto se associato a FT4 basso. Un TSH ridotto può essere compatibile con ipertiroidismo, soprattutto se associato a FT4 alto. Esistono però anche situazioni in cui il TSH è alterato ma FT4 e FT3 sono ancora nei limiti (ipotiroidismo o ipertiroidismo subclinico), oppure casi in cui il risultato risente di età, gravidanza, farmaci o condizioni cliniche particolari. Per questo un singolo valore non va mai interpretato isolatamente, ma sempre nel contesto del quadro clinico completo.
Il TSH può risultare aumentato in presenza di:
Un valore alto non basta da solo per fare diagnosi e va sempre interpretato insieme a FT4, anticorpi tiroidei e al quadro clinico.
Il TSH può risultare diminuito in presenza di:
Un valore basso va interpretato insieme a FT4, ed eventualmente FT3, oltre che ai sintomi e al contesto clinico.
Diversi fattori possono influenzare il valore del TSH o la sua interpretazione:
Per questo il risultato va sempre letto nel contesto clinico generale.
| Categoria | Valori | Unità | Note |
|---|---|---|---|
| Adulto | 0,4–4,0 | mUI/L | Intervallo orientativo standard |
| Gravidanza I trimestre | 0,1–2,5 | mUI/L | Intervalli più stretti in gravidanza |
| Gravidanza II trimestre | 0,2–3,0 | mUI/L | |
| Gravidanza III trimestre | 0,3–3,5 | mUI/L |
I valori di riferimento del TSH possono variare leggermente tra laboratori. Il riferimento principale è sempre quello riportato nel proprio referto.
In gravidanza si usano intervalli più stretti per trimestre (vedi tabella). Nei neonati e negli anziani i valori possono essere fisiologicamente diversi: consultare sempre il medico per l'interpretazione.
Fonte: linee guida ATA 2017, ETA.
È utile confrontarsi con il medico quando:
Ultimo aggiornamento: 28/03/2026
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