La vitamina D è importante soprattutto per l’assorbimento del calcio e per la salute di ossa e muscoli. Viene prodotta dalla pelle dopo esposizione alla luce solare ed è introdotta anche con alcuni alimenti. Nel sangue si misura di solito come 25-idrossivitamina D [25(OH)D], che è il test di riferimento per valutare lo stato vitaminico. La carenza è frequente, soprattutto in chi si espone poco al sole o presenta fattori di rischio specifici
Il dosaggio della 25(OH)D aiuta a valutare se i livelli di vitamina D sono adeguati, bassi o eccessivi. Valori ridotti possono associarsi soprattutto a problemi del metabolismo osseo, come osteomalacia o aumento del rischio di fragilità scheletrica. Valori molto alti, di solito legati a integrazione eccessiva, possono causare tossicità con ipercalcemia e danno renale.
La vitamina D si misura nel sangue come 25-idrossivitamina D [25(OH)D], che rappresenta il parametro più usato per valutare lo stato vitaminico. Il test non è raccomandato di routine per tutta la popolazione, ma può essere richiesto dal medico quando ci sono fattori di rischio, problemi del metabolismo osseo o necessità di valutare una possibile carenza.
I cut-off possono variare secondo laboratorio e linee guida. In molte fonti autorevoli:
<12 ng/mL: carenza / rischio di deficit
12–19 ng/mL: livelli inadeguati o insufficienti
≥20 ng/mL: generalmente adeguato per la maggior parte delle persone
>50 ng/mL: livello alto, da interpretare con cautela
>100 ng/mL: possibile eccesso; il rischio clinico aumenta soprattutto con valori molto elevati
Il riferimento principale resta sempre il referto del proprio laboratorio e la valutazione del medico.
Un valore basso di vitamina D può associarsi a scarso apporto, ridotta esposizione solare, malassorbimento o altre condizioni cliniche. Non tutti i valori bassi hanno lo stesso significato clinico, e l’interpretazione dipende anche da età, sintomi, salute ossea e altri esami.
Un valore molto alto è spesso dovuto a supplementazione eccessiva e richiede attenzione perché può favorire ipercalcemia.
Le principali fonti di vitamina D sono:
esposizione solare
pesce grasso
tuorlo d’uovo
alcuni alimenti fortificati
integratori, quando indicati dal medico
La vitamina D può risultare aumentata soprattutto in presenza di:
Valori molto elevati possono causare tossicità.
La vitamina D può risultare aumentata soprattutto in presenza di:
Valori molto elevati possono causare tossicità.
La vitamina D può risultare diminuita in presenza di:
| Categoria | Valori | Unità | Note |
|---|---|---|---|
| Carenza | <12 | ng/mL | In molte fonti indica deficit di vitamina D |
| Inadeguata / insufficiente | 12–19 | ng/mL | Da interpretare nel contesto clinico |
| Generalmente adeguata | ≥20 | ng/mL | |
| Alta | Alta | ng/mL | Valori elevati da interpretare con cautela; livelli molto più alti aumentano il rischio di tossicità |
Il test di riferimento è la 25(OH)D. I livelli considerati adeguati non sono identici in tutte le linee guida. In molte fonti istituzionali, valori ≥20 ng/mL sono considerati adeguati per la maggior parte delle persone, mentre valori <12 ng/mL indicano carenza. Valori >50 ng/mL sono alti e valori molto più elevati possono aumentare il rischio di tossicità.
È utile confrontarsi con il medico quando:
– Ministero della Salute – salute.gov.it
– Istituto Superiore di Sanità – iss.it
– SIOMMMS – documenti e raccomandazioni su vitamina D
– MedlinePlus – Vitamin D Test – Vitamin D Deficiency
Ultimo aggiornamento: 14/03/2026
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