L'AST (aspartato aminotransferasi), nota anche come GOT, è un enzima presente nel fegato, nel cuore e nei muscoli. Valori normali orientativi: 8–48 U/L (uomo), 8–43 U/L (donna). Quando le cellule di questi tessuti vengono danneggiate, l'AST viene rilasciata nel sangue. Un valore elevato può indicare danno epatico, muscolare o cardiaco. Il risultato va interpretato dal medico insieme ad ALT, GGT e al quadro clinico (Fonte: MedlinePlus, EASL).
L'AST è un marcatore di danno cellulare, non di funzionalità epatica. Quando le cellule del fegato, del cuore o dei muscoli si danneggiano, l'enzima viene liberato nel sangue e i suoi livelli aumentano. Poiché è presente in diversi tessuti, non è specifico per il fegato: un aumento isolato di AST senza un corrispondente aumento di ALT può orientare verso un problema cardiaco o muscolare piuttosto che epatico.
Per questo motivo, l'AST viene quasi sempre valutato insieme ad altri esami, in particolare l'ALT. Il rapporto AST/ALT può fornire indicazioni utili: nelle linee guida EASL sulla malattia epatica alcolica, il rapporto AST/ALT è descritto come tipicamente superiore a 1.5–2.0 nei pazienti con epatite alcolica. Un rapporto inferiore a 1 è più frequente in altre condizioni come la steatosi epatica metabolica (MASLD).
L'interpretazione richiede sempre una valutazione complessiva che consideri la storia clinica, i sintomi, altri esami (bilirubina, fosfatasi alcalina, gamma-GT, creatinchinasi) e, se necessario, esami strumentali come l'ecografia epatica.
Cos’è l’AST
L’aspartato aminotransferasi (AST) è un enzima coinvolto nel metabolismo degli aminoacidi. È presente in due forme: una nel citoplasma delle cellule e una nei mitocondri. I tessuti più ricchi di AST sono il fegato, il muscolo scheletrico e il cuore. Quando questi tessuti subiscono un danno, l’enzima viene rilasciato nel sangue e può essere misurato con un prelievo venoso standard.
A cosa serve
L’esame viene utilizzato principalmente per: valutare la salute del fegato come parte di un pannello di esami epatici di routine; monitorare l’evoluzione di malattie epatiche note; identificare possibili danni ad altri organi (cuore, muscoli) quando valutato insieme ad altri marcatori specifici; contribuire a distinguere tra diverse cause di danno epatico attraverso il rapporto AST/ALT.
Valore alto / aumentato
In letteratura si distinguono convenzionalmente:
– Aumenti lievi: 2–5 volte il limite superiore della norma
– Aumenti moderati: 5–15 volte il limite superiore
– Aumenti severi: oltre 15 volte il limite superiore
– Aumenti massivi: oltre 10.000 U/L
Gli aumenti lievi e moderati sono frequenti in condizioni epatiche croniche come la steatosi epatica metabolica (MASLD), l’epatite virale cronica, la malattia epatica alcolica e il danno da farmaci. Gli aumenti severi e massivi richiedono valutazione medica urgente.
Valore basso / diminuito
Valori di AST inferiori al range di riferimento non hanno in genere significato clinico e non richiedono approfondimenti diagnostici specifici.
Come si interpreta
L’interpretazione deve sempre avvenire nel contesto clinico complessivo, considerando: sintomi presenti (ittero, dolore addominale, stanchezza, nausea); anamnesi (consumo di alcol, farmaci, fattori di rischio metabolici); altri esami (ALT, fosfatasi alcalina, gamma-GT, bilirubina, creatinchinasi); il rapporto AST/ALT; eventuali esami strumentali come l’ecografia addominale.
L'AST può aumentare in numerose condizioni:
Cause epatiche: steatosi epatica metabolica (MASLD), malattia epatica alcolica, epatite virale acuta o cronica (A, B, C, D, E), danno epatico da farmaci o tossine, epatite autoimmune, emocromatosi ereditaria, cirrosi epatica, danno epatico ischemico, ostruzione biliare acuta, sindrome di Budd-Chiari, malattia di Wilson, deficit di alfa-1-antitripsina.
Cause extraepatiche: danno muscolare (rabdomiolisi, trauma muscolare, esercizio fisico intenso), infarto miocardico acuto, celiachia, disturbi della tiroide, malattie epatiche legate alla gravidanza (HELLP, fegato grasso acuto gravidico).
Valori di AST inferiori al limite inferiore del range di riferimento non hanno rilevanza clinica nota e non sono associati a condizioni patologiche specifiche.
Diversi fattori possono influenzare i livelli di AST:
| Categoria | Valori | Unità | Note |
|---|---|---|---|
| Uomo adulto | Da circa 8 fino a 40–48 | U/L | I valori tendono a diminuire dopo i 50–60 anni |
| Donna adulta | Da circa 8 fino a 35–43 | U/L | Generalmente più bassi rispetto agli uomini |
| Bambini (fino a 13 anni) | Fino a 50–60 | U/L | Range più ampio, normale in età evolutiva |
I valori di riferimento per l'AST variano da laboratorio a laboratorio in base agli strumenti utilizzati e alla popolazione di studio. Fai sempre riferimento ai valori riportati sul tuo referto, che indicano i range specifici del laboratorio che ha eseguito l'analisi.
Un valore leggermente fuori range non significa automaticamente che ci sia una malattia. Allo stesso modo, un valore normale non esclude sempre la presenza di un problema epatico. Il giudizio spetta al medico.
È opportuno consultare il medico quando:
Ultimo aggiornamento: 28/03/2026
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