L'ALT (alanina aminotransferasi), nota anche come GPT, è un enzima presente soprattutto nelle cellule del fegato. Valori normali orientativi: 7–55 U/L (variano tra laboratori). Quando le cellule epatiche vengono danneggiate, l'ALT viene rilasciata nel sangue e i suoi livelli aumentano. Un valore elevato può indicare danno o infiammazione al fegato, ma non identifica da solo la causa. Il risultato va interpretato dal medico insieme ad AST, GGT e al quadro clinico (Fonte: MedlinePlus, MSD).
L'ALT è considerata un marcatore relativamente specifico di danno epatico, poiché si trova principalmente nel fegato, a differenza di altri enzimi presenti anche in altri organi come cuore o muscoli. Il dosaggio dell'ALT è utile per identificare precocemente malattie del fegato, anche prima della comparsa di sintomi evidenti.
Tuttavia, l'ALT da sola non è sufficiente per fare una diagnosi: il suo valore va sempre interpretato insieme ad altri esami del sangue (come AST, fosfatasi alcalina, bilirubina, gamma-GT), alla storia clinica del paziente e, quando necessario, a esami di imaging come l'ecografia epatica. L'entità dell'aumento può orientare verso diverse condizioni, ma non permette di stabilire con certezza la causa del problema epatico.
Cos’è l’ALT
L’ALT è un enzima che partecipa al metabolismo degli aminoacidi all’interno delle cellule del fegato. In condizioni normali, è presente nel sangue in piccole quantità. Quando le cellule epatiche subiscono un danno, si rompono o si infiammano, l’enzima fuoriesce nel circolo sanguigno e i suoi livelli aumentano.
A cosa serve il dosaggio
Il dosaggio dell’ALT viene richiesto per diverse ragioni: per controllare la salute del fegato in persone senza sintomi; per valutare la presenza di malattie epatiche in chi presenta sintomi come stanchezza, ittero o dolore addominale; per monitorare l’andamento di una malattia epatica già nota; per verificare eventuali effetti collaterali di farmaci che possono danneggiare il fegato.
Valore alto / aumentato
Un aumento dell’ALT indica generalmente un danno alle cellule del fegato. In letteratura si distinguono convenzionalmente:
– Aumenti lievi: fino a 5 volte il limite superiore della norma
– Aumenti moderati: da 5 a 15 volte il limite superiore
– Aumenti severi: oltre 15 volte il limite superiore
Le cause più comuni di aumenti lievi sono la steatosi epatica metabolica (MASLD) e il danno epatico da alcol. Altre cause includono epatiti virali (B, C), danno da farmaci o integratori, malattie genetiche come l’emocromatosi e malattie autoimmuni del fegato. Aumenti molto marcati si osservano tipicamente in caso di epatite acuta, danno da farmaci (come il paracetamolo in sovradosaggio) o ridotto afflusso di sangue al fegato.
Valore basso / diminuito
Valori molto bassi di ALT sono meno comuni e generalmente non indicano una malattia epatica. Alcuni studi hanno evidenziato che livelli molto bassi di ALT, soprattutto negli anziani, possono essere associati a fragilità, ridotta massa muscolare (sarcopenia) e, in alcuni casi, a un aumento del rischio di mortalità. Questo fenomeno non è ancora completamente compreso.
Come si interpreta
L’interpretazione dell’ALT richiede sempre una valutazione complessiva. Il medico considera il grado di aumento, il rapporto con altri enzimi epatici (come l’AST), la presenza di altri segni di malattia epatica, i fattori di rischio del paziente e i risultati di eventuali esami strumentali. Un valore normale di ALT non esclude sempre la presenza di una malattia epatica significativa, soprattutto in alcune condizioni croniche.
L'ALT può aumentare in numerose condizioni:
Cause epatiche: steatosi epatica metabolica (MASLD), consumo eccessivo di alcol, epatiti virali (A, B, C, E), danno epatico da farmaci (paracetamolo, antibiotici, antinfiammatori, statine, antiepilettici, integratori a base di erbe), emocromatosi, epatite autoimmune, malattia di Wilson, deficit di alfa-1-antitripsina, cirrosi epatica, ostruzione delle vie biliari, tumori del fegato, danno epatico ischemico.
Cause extraepatiche: celiachia, ipertiroidismo, rabdomiolisi (danno muscolare grave), malattie epatiche in gravidanza (sindrome HELLP).
Valori molto bassi di ALT non sono generalmente considerati patologici, ma possono essere osservati in anziani con fragilità, persone con ridotta massa muscolare (sarcopenia) e in caso di carenza di vitamina B6 (piridossina).
Diversi fattori possono influenzare i livelli di ALT:
| Categoria | Valori | Unità | Note |
|---|---|---|---|
| Uomo adulto | Da circa 7 fino a 40–55 | U/L | I valori tendono a diminuire con l'età |
| Donna adulta | Da circa 7 fino a 35–45 | U/L | Generalmente più bassi rispetto agli uomini |
| Bambini (fino a 13 anni) | Fino a 45–55 | U/L | Range più ampio, normale in età evolutiva |
I valori di riferimento per l'ALT variano da laboratorio a laboratorio in base agli strumenti utilizzati e alla popolazione di studio. Fai sempre riferimento ai valori riportati sul tuo referto, che indicano i range specifici del laboratorio che ha eseguito l'analisi.
Un valore leggermente fuori range non significa automaticamente che ci sia una malattia. Il giudizio spetta al medico. Da notare che alcuni studi su popolazioni sane senza fattori di rischio metabolici propongono soglie più basse (intorno a 29–33 U/L negli uomini e 19–25 U/L nelle donne), ma questi valori non corrispondono ai range comunemente riportati nei referti italiani.
È opportuno consultare il medico quando:
Ultimo aggiornamento: 28/03/2026
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