Questo contenuto ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico. Rif. AI Act UE 2024/1689 – rischio minimo, nessun dato trasmesso.
Gli esami della funzione renale sono un gruppo di analisi del sangue e delle urine che il medico usa per valutare quanto bene funzionano i reni. I reni filtrano il sangue, eliminano le sostanze di scarto e regolano i liquidi e i sali minerali nell’organismo. Gli esami principali comprendono: creatinina, eGFR (velocità di filtrazione glomerulare stimata), azotemia (urea/BUN), acido urico e l’esame delle urine. Il medico interpreta questi parametri nel loro insieme, mai isolatamente.
Perché vengono richiesti
Controllare la funzione renale in esami di routine · Indagare sintomi come gonfiore, urine scure o schiumose, stanchezza, riduzione della quantità di urina · Monitorare malattie croniche che possono danneggiare i reni (diabete, ipertensione) · Verificare eventuali effetti collaterali di farmaci sui reni · Valutare la funzione renale prima di prescrivere farmaci eliminati per via renale
Il parametro chiave è l’eGFR, non la creatinina da sola
Le linee guida KDIGO 2024 (adottate anche dalla European Renal Association) raccomandano di valutare la funzione renale con eGFR + albuminuria, non con la creatinina da sola. La creatinina è influenzata da massa muscolare, dieta, età e altri fattori. L’eGFR, calcolato dalla creatinina insieme a età e sesso, offre una stima molto più affidabile di quanto bene i reni filtrano il sangue.
Per la creatinina, l’azotemia e l’eGFR in genere non è necessario il digiuno. Tuttavia, lo stato di idratazione può influenzare i risultati: è consigliabile bere normalmente acqua prima del prelievo. Per l’esame delle urine, il medico potrebbe chiederti di raccogliere il campione delle prime urine del mattino. Segui sempre le indicazioni del tuo laboratorio.
La malattia renale cronica (MRC) è una condizione in cui i reni perdono progressivamente la capacità di filtrare il sangue. Si diagnostica quando l’eGFR è inferiore a 60 mL/min/1,73 m² per almeno 3 mesi, oppure quando sono presenti segni di danno renale (come proteine nelle urine) per lo stesso periodo. Le cause più comuni sono il diabete e l’ipertensione. Spesso non dà sintomi nelle fasi iniziali, per questo è importante controllarsi.
La creatinina e l’eGFR sono i due parametri fondamentali per valutare la funzione renale. La creatinina è un prodotto di scarto del metabolismo muscolare, eliminato dai reni. L’eGFR viene calcolato a partire dalla creatinina, insieme a età e sesso, per stimare quanto sangue i reni riescono a filtrare ogni minuto.
Creatinina — il punto di partenza
La creatinina è uno degli esami più comuni. Un valore alto può suggerire una riduzione della filtrazione renale, ma può anche essere influenzato da massa muscolare elevata, disidratazione, dieta ricca di proteine e alcuni farmaci. Un valore basso si osserva in persone con poca massa muscolare, malnutrizione o in gravidanza. Per questo la creatinina da sola non basta: va sempre letta insieme all’eGFR.
→ Approfondisci: Creatinina
eGFR — il vero indicatore della funzione renale
L’eGFR (velocità di filtrazione glomerulare stimata) indica quanti millilitri di sangue i reni filtrano ogni minuto. Viene calcolato automaticamente dal laboratorio a partire dalla creatinina. Secondo le linee guida KDIGO 2024, l’eGFR è il parametro principale per diagnosticare e classificare la malattia renale cronica in 5 stadi. Un valore superiore a 90 è considerato normale nei giovani adulti, mentre un valore tra 60 e 89 può essere normale in una persona anziana senza altri segni di malattia. Un valore inferiore a 60 persistente per 3 mesi o più è compatibile con malattia renale cronica.
→ Approfondisci: eGFR
Gli stadi della malattia renale cronica (KDIGO)
Stadio 1: eGFR ≥ 90 con segni di danno renale (es. proteinuria)
Stadio 2: eGFR 60–89 con segni di danno renale
Stadio 3a: eGFR 45–59 — riduzione lieve-moderata
Stadio 3b: eGFR 30–44 — riduzione moderata-severa
Stadio 4: eGFR 15–29 — riduzione severa
Stadio 5: eGFR < 15 — insufficienza renale
La classificazione KDIGO considera sempre anche l’albuminuria. Il medico valuterà lo stadio nel contesto clinico complessivo.
Sì. L’eGFR diminuisce fisiologicamente con l’invecchiamento. Uno studio europeo del 2025 pubblicato su Kidney International ha calcolato valori di riferimento specifici per età: un valore di 65 mL/min può essere del tutto normale in una persona di 75 anni, ma richiederebbe approfondimenti in un giovane adulto. Il medico terrà conto della tua età nell’interpretazione.
No. La creatinina può essere più alta in persone con molta massa muscolare, dopo attività fisica intensa, per disidratazione o per effetto di alcuni farmaci. Per questo è fondamentale guardare l’eGFR, non solo la creatinina. Un singolo valore alterato non basta per una diagnosi: il medico considererà il quadro complessivo.
L’azotemia e l’acido urico completano il quadro della funzione renale. L’azotemia misura l’urea nel sangue (prodotto di scarto delle proteine), mentre l’acido urico deriva dal metabolismo delle purine. Entrambi vengono eliminati dai reni, ma i loro valori possono essere influenzati anche da fattori non renali.
Azotemia (Urea/BUN) — non solo i reni
L’azotemia misura la concentrazione di urea nel sangue. L’urea si forma nel fegato dalla scomposizione delle proteine e viene eliminata dai reni. Un valore alto può indicare un problema renale, ma anche disidratazione, dieta molto ricca di proteine, emorragie gastrointestinali o scompenso cardiaco. Il rapporto azotemia/creatinina aiuta il medico a distinguere tra cause renali e prerenali: un rapporto superiore a 20 orienta verso cause prerenali come la disidratazione. Sul referto potresti trovare “Urea” o “BUN” (azoto ureico): sono misure correlate ma diverse.
→ Approfondisci: Azotemia (Urea/BUN)
Acido urico — tra gotta e reni
L’acido urico è un prodotto di scarto che si forma quando il corpo scompone le purine, composti presenti nelle cellule e in alcuni alimenti (carne rossa, frattaglie, crostacei, birra). Valori elevati (iperuricemia) possono favorire la formazione di cristalli nelle articolazioni (gotta) o nei reni (calcoli). L’acido urico è anche associato a rischio cardiovascolare, malattia renale e sindrome metabolica. Valori molto bassi sono meno comuni e generalmente meno preoccupanti.
→ Approfondisci: Acido urico
Azotemia alta ma creatinina normale: cosa significa?
Quando l’azotemia è aumentata ma la creatinina è nella norma, spesso la causa non è renale. Le situazioni più comuni sono la disidratazione, una dieta molto ricca di proteine, emorragie gastrointestinali o un aumento del catabolismo proteico (febbre, infezioni). In questi casi il rapporto azotemia/creatinina è tipicamente superiore a 20. Il medico valuterà la causa e potrà richiedere ulteriori accertamenti.
No. Molte persone con acido urico elevato non sviluppano mai la gotta. L’iperuricemia è una condizione necessaria ma non sufficiente per la gotta: la maggior parte delle persone con valori alti resta asintomatica. Il medico valuterà se sono necessari interventi in base ai livelli, alla presenza di sintomi articolari, alla funzione renale e ai fattori di rischio cardiovascolare.
Sì. Una dieta molto ricca di proteine aumenta l’azotemia perché il corpo produce più urea dalla scomposizione delle proteine. Al contrario, una dieta molto povera di proteine o la malnutrizione possono ridurre i valori. Anche lo stato di idratazione influisce: la disidratazione può aumentare significativamente l’azotemia.
L’esame delle urine è un test fondamentale che analizza le caratteristiche fisiche, chimiche e microscopiche dell’urina. Le linee guida KDIGO 2024 raccomandano di eseguirlo insieme all’eGFR per una valutazione completa della salute renale. In particolare, la ricerca di proteine nelle urine (albuminuria) è essenziale per diagnosticare e monitorare la malattia renale cronica.
Cosa si cerca nell’esame delle urine
Proteine (albuminuria/proteinuria): la loro presenza può indicare un danno ai filtri renali. È il marcatore più importante insieme all’eGFR.
Sangue (ematuria): può indicare infezioni, calcoli, malattie renali o, più raramente, tumori delle vie urinarie.
Glucosio (glicosuria): normalmente assente; la sua presenza può suggerire diabete o un problema di riassorbimento renale.
Leucociti e nitriti: suggeriscono un’infezione delle vie urinarie.
Aspetto e colore: urine torbide o di colore anomalo possono essere un segnale di varie condizioni.
→ Approfondisci: Esame delle urine
Albuminuria — il campanello d’allarme precoce
L’albuminuria (presenza di albumina nelle urine) è uno dei primi segni di danno ai reni, spesso presente prima che l’eGFR cominci a diminuire. Si misura con il rapporto albumina/creatinina urinaria (ACR). Valori di ACR inferiori a 30 mg/g sono normali, tra 30 e 300 mg/g indicano albuminuria moderatamente aumentata (un tempo chiamata “microalbuminuria”), sopra 300 mg/g indicano albuminuria gravemente aumentata. Il test è particolarmente importante per le persone con diabete o ipertensione.
Come raccogliere il campione di urine
Per l’esame delle urine standard, in genere si raccolgono le prime urine del mattino (più concentrate). Il campione va raccolto a metà del getto (mitto intermedio), dopo aver effettuato un’igiene intima accurata. Il contenitore deve essere sterile. Portare il campione al laboratorio entro 1–2 ore dalla raccolta, oppure conservarlo in frigorifero per breve tempo. Segui sempre le indicazioni specifiche del tuo laboratorio.
Non sempre. Piccole quantità di proteine possono comparire temporaneamente dopo esercizio fisico intenso, febbre o stress. Se la proteinuria è persistente, il medico indagherà la causa con ulteriori esami. La presenza persistente di proteine nelle urine è un importante fattore di rischio per la progressione della malattia renale e richiede monitoraggio.
Non necessariamente. La presenza di sangue nelle urine (ematuria) può essere causata da infezioni urinarie, calcoli, ciclo mestruale, esercizio fisico intenso o irritazioni. Tuttavia, va sempre segnalata al medico perché in alcuni casi può richiedere approfondimenti per escludere cause più serie.
Ogni laboratorio riporta i propri intervalli di riferimento. Fai sempre riferimento agli intervalli specifici del tuo referto. La tabella seguente riporta valori orientativi per gli adulti — non sono obiettivi terapeutici né sostitutivi del giudizio del medico.
Valori orientativi negli adulti
Creatinina: uomo 0,7–1,3 mg/dL · donna 0,6–1,1 mg/dL
eGFR: > 90 mL/min/1,73 m² (giovani adulti) · 60–89 può essere normale negli anziani
Azotemia (Urea): 22–46 mg/dL
BUN (azoto ureico): 10,3–21,4 mg/dL
Acido urico: uomo 3,5–7,2 mg/dL · donna 2,6–6,0 mg/dL
Albuminuria (ACR): < 30 mg/g normale · 30–300 mg/g aumentata · > 300 mg/g gravemente aumentata
Questi valori sono orientativi. Fa sempre fede il referto del tuo laboratorio.
Fattori che possono alterare i risultati
Stato di idratazione — la disidratazione aumenta creatinina e azotemia; l’iperidratazione può diluirle.
Massa muscolare — persone muscolose possono avere creatinina più alta senza problemi renali.
Dieta — proteine e purine influenzano azotemia e acido urico.
Farmaci — FANS, diuretici, ACE-inibitori, alcuni antibiotici possono influenzare la funzione renale. Non modificare mai una terapia senza consultare il tuo medico.
Età e sesso — l’eGFR diminuisce con l’età; l’acido urico è più alto negli uomini.
Attività fisica — esercizio intenso può aumentare temporaneamente creatinina e causare proteinuria transitoria.
Gravidanza — l’eGFR aumenta fisiologicamente; la creatinina è più bassa del normale.
Hai ricevuto il referto degli esami renali e hai visto qualche valore fuori range. Prima di allarmarti, ricorda: un singolo valore leggermente alterato — soprattutto la creatinina — non significa automaticamente che ci sia una malattia dei reni. Il medico valuterà l’insieme degli esami (in particolare eGFR e albuminuria), i tuoi sintomi, la tua storia clinica e, se necessario, richiederà ulteriori accertamenti come un’ecografia renale.
Quando è opportuno consultare il medico
Se la creatinina è alta o l’eGFR è ridotto rispetto ai range di riferimento · Se sono presenti proteine o sangue nelle urine · Se compaiono sintomi come gonfiore a gambe, piedi o viso, riduzione della quantità di urina, urine scure o schiumose, stanchezza persistente, nausea · Se si ha diabete, ipertensione o malattie cardiovascolari · Se si assumono farmaci che possono influenzare i reni (FANS, diuretici, ACE-inibitori) · Se ci sono familiari con malattie renali · Se i valori rimangono alterati in controlli successivi · Se l’acido urico è molto elevato, soprattutto con dolore articolare
Domande utili da fare al medico
1. I miei reni funzionano bene in base a questi esami? Qual è il mio eGFR?
2. Devo fare anche l’esame delle urine per cercare proteine o sangue?
3. La mia creatinina è influenzata dalla massa muscolare, dalla dieta o dai farmaci?
4. Con quale frequenza devo controllare la funzione renale?
5. I farmaci che sto assumendo possono influenzare i reni?
6. Devo modificare l’alimentazione (proteine, sale, liquidi)?
7. Quando è necessario consultare uno specialista nefrologo?
Schede di approfondimento:
No, dipende dall’età. L’eGFR diminuisce fisiologicamente con l’invecchiamento. Un valore di 65–70 mL/min in una persona di 70–75 anni senza altri segni di danno renale (niente proteinuria, niente sangue nelle urine) può essere del tutto fisiologico. Il medico valuterà il risultato nel contesto dell’età e della presenza o assenza di altri marcatori di danno.
Le schede di GlossarioMedico.it per ogni parametro della funzione renale, il portale EpiCentro dell’Istituto Superiore di Sanità, la Società Italiana di Nefrologia (SIN). Per le linee guida cliniche: KDIGO e European Renal Association (ERA).
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Fonti e bibliografia
- KDIGO CKD Work Group. KDIGO 2024 Clinical Practice Guideline for the Evaluation and Management of Chronic Kidney Disease. Kidney Int. 2024;105(4S):S117–S314.
- Astley ME, Chesnaye NC, Hallan S, et al. Age- and Sex-Specific Reference Values of Estimated Glomerular Filtration Rate for European Adults. Kidney Int. 2025;107(6):1076–1087.
- Herrington WG, Judge PK, Grams ME, Wanner C. Chronic Kidney Disease. Lancet. 2026;407(10523):90–104.
- Levey AS, Grams ME, Inker LA. Uses of GFR and Albuminuria Level in Acute and Chronic Kidney Disease. N Engl J Med. 2022;386(22):2120–2128.
- ISSalute – Istituto Superiore di Sanità. Esame dell’azotemia.
- Istituto Superiore di Sanità / EpiCentro. Malattie renali croniche.
- National Library of Medicine – MedlinePlus. Glomerular Filtration Rate (GFR) Test.
