La pressione arteriosa è la forza con cui il sangue spinge sulle pareti delle arterie.
Si misura con due numeri:
sistolica (massima): quando il cuore si contrae e spinge il sangue;
diastolica (minima): quando il cuore si rilassa tra un battito e l’altro.
Se la pressione resta alta nel tempo, aumenta il rischio di problemi come infarto e ictus.
La pressione si esprime in mmHg e si legge come “massima/minima” (es. 120/80 mmHg).
Classificazione secondo le linee guida ESC:
– Ottimale: < 120/80 mmHg
– Normale: 120–129 / 80–84 mmHg
– Normale-alta: 130–139 / 85–89 mmHg
– Ipertensione grado 1: 140–159 / 90–99 mmHg
– Ipertensione grado 2: ≥ 160/100 mmHg
Una singola misurazione elevata non basta per la diagnosi di ipertensione – servono misurazioni ripetute in condizioni diverse.
Si parla di ipotensione (pressione bassa) quando la pressione è inferiore a 90/60 mmHg. Può causare:
– Stanchezza e debolezza
– Vertigini, soprattutto alzandosi in piedi
– Svenimento (sincope)
– Visione offuscata
L’ipotensione ortostatica è il calo brusco di pressione quando ci si alza da seduti o sdraiati – molto comune negli anziani e in chi prende certi farmaci.
Anche la pressione bassa va valutata dal medico, soprattutto se causa sintomi.
⚠️ Non modificare mai una terapia antipertensiva senza consultare il medico.
1. La mia pressione rientra nei valori normali?
2. Devo monitorarla a casa? Con quale frequenza?
3. Devo modificare lo stile di vita?
4. Ho bisogno di terapia farmacologica?
5. Ci sono organi bersaglio da controllare?
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– Linee guida ESC/ESH 2018 sull’ipertensione
– Ministero della Salute – salute.gov.it
– Istituto Superiore di Sanità – iss.it
– Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa – siia.it
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